binasco

Binasco in codice

Ci troviamo sul tracciato corrispondente all’antica Strada Maestra che attraversava il borgo, ma questo luogo ci porta nei terribili anni della Seconda Guerra Mondiale. Siamo all’inizio del 1945, un periodo che vede l’intensificarsi dei bombardamenti degli Alleati su Milano e Pavia e sui loro territori.

Il 12 gennaio del 1945, alle ore 15,00, un gruppo di pare quattro aerei, fece tre incursioni su Binasco, sganciando quattro bombe che distrussero diversi punti del paese.

Proprio in questo stabile si trovavano il “Cinema Italia” e l’Asilo che vennero risparmiati, ma le case qui di fronte furono distrutte.

Altre bombe vennero sganciate sul ponte sul Naviglio e all’ingresso del paese, sui caseggiati della zona dove aveva sede anche “la Cooperativa”, un’altra bomba cadde in via Cavour.

Morirono 24 persone e molti furono i feriti.

Nei ricordi di quei terribili momenti, figura anche il giorno dei funerali: si dovette ricorrere a carri agricoli trainati da cavalli per trasportare le salme al cimitero.

Si suppone che l’attacco mirasse a distruggere qualche deposito militare, che invece non c’era.

Il 30 gennaio del 1945 venne invece mitragliata una corriera che stava percorrendo la linea Milano-Pavia e che era appena ripartita da una fermata in località Badile. Quattro cacciabombardieri eseguirono sei passaggi a bassa quota e mitragliarono la corriera autoarticolata che trasportava circa 150 persone.

C’era stata un’abbondante nevicata e la neve alta aveva reso difficoltosa la fuga, le vittime furono 72 ed i feriti 70, ma nei giorni seguenti il numero delle vittime aumentò a causa delle terribili ferite.

Si racconta che i proiettili caldi avevano lasciato profondi buchi nella neve che era diventata rossa per il sangue.

Un ultimo bombardamento, avvenuto il 22 aprile del 1945, colpì il quartiere detto del “Caronero” (l’odierna via Costa) causando 4 vittime.

Proprio poco dopo i funerali, cominciarono ad arrivare le prime notizie riguardo la Liberazione.

Nella narrazione di questi terribili momenti, è doveroso ricordare il dottor Loriga, insignito del titolo di “Giusto tra i Giusti”.

Il dottor Andrea Loriga nacque a Codrongianos (Sassari) il 31 agosto 1904.

Il 23 luglio 1938 prestò giuramento davanti al podestà di Binasco Ettore Passoni e da quel momento cominciò ad esercitare la professione a Binasco con umanità e grande disponibilità.

Profondamente religioso e sinceramente antifascista, non tenne nascosta la sua ostilità verso il regime; era un esponente del locale C.L.N. (Comitato di Liberazione Nazionale) e fu grazie a lui che la famiglia Weiller riuscì a mettersi in salvo dalla persecuzione.

A seguito dell’Armistizio del 1943, si erano insediate nel Castello le terribili brigate fasciste Muti e Resega che spesso convocavano il dott. Loriga per sottoporlo ad interrogatori che sovente sfociavano in pestaggi.

Fu proprio a seguito delle torture subite, che il dott. Loriga morì nella notte tra il 19 e il 20 marzo del 1945.

Al dottor Loriga è stata dedicata una quercia che fa parte del “Giardino dei Giusti” attorno al castello.

Note: la figura del dottor Loriga ed i fatti del ‘45 sono raccontati nel libro “Dal Miserere all’Alleluia” di A. M. Cuomo, edito dal Centro Culturale “la Tenda” nel 2013.